Lagane, ceci e tanto amore: un’altra ricetta firmata Osteria da Carmela

Le lagane con i ceci hanno una storia così antica che pochi piatti possono vantarsi di avere un passato così antico
Più larghe delle tagliatelle, ma più strette della lasagna (circa 4 cm), le lagane sono un tipo di pasta rustica realizzata senza l’uso di uova, ma solo con farina e acqua.
In effetti, il nome lagane risale al greco antico. L’etimo di questa parola indica il disco di pasta fatta con acqua e farina, poi arrostito su una pietra rovente e in seguito tagliato in maniera grossolana in strisce. Queste strisce di pasta erano consumate con legumi (ceci e fagioli) e granaglie.nel Sud Italia (Campania, Basilicata, Calabria e Puglia). Nel suo testo “I napoletani da “mangiafoglia” a “mangiamaccheroni”, non a caso, Emilio Sereni fa risalire la genesi della pasta proprio a partire dalle “lagane” greco-romane. Infatti, il primo a celebrare i “lagani” fu l’antico gastronomo Apicio nel suo “De Re Conquinaria”, descrivendo i “lagani” come sfoglie di pasta condite o con il garum (una salsa liquida di interiora di pesce e pesce salato) o con la carne, sovrapposte a strati in modo da formare un piatto che potremmo definire il vero antenato delle nostre lasagne.
Non esiste ad oggi una ricetta univoca per gustare questo tipo di pasta. Solo in Sud Italia, ad esempio, si contano numerose varianti. In Campania, ed in particolare in Cilento, sono diffusi i “lagani e ciciari” (lagane e ceci), “lagani e fasuoli” (lagane e fagioli), anche detti anche “lamp’ e tuon’ ”. Nella cucina napoletana inoltre è previsto che la cottura della pasta avvenga direttamente nel tegame con il liquido di cottura dei legumi, in modo da consentire alle lagane non solo di cuocersi a dovere e insaporirsi, ma anche di ottenere in tal modo una deliziosa salsina densa e gustosa.
In Puglia invece, e precisamente in Salento, le stesse strisce di pasta di grano duro vengono prima lessate e poi aggiunte alle minestre. Talvolta questi primi sono accompagnati da altre strisce di pasta fritte in olio bollente fino a diventare rigonfie e fragranti.
Se persino nel 35 a.C. il poeta Orazio nelle sue “Satire” decantava le lodi delle lagane con i ceci e porri, non possiamo che augurarvi una buona preparazione e un buon appetito!
… inde domum me
ad porris et ciceri refero laganique catinum.
(… quindi me ne torno a casa,
al mio piatto di porri, di ceci e di lagane).
[Orazio, Satire, 1, 6, 114]






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