Carmelacromìa!

I colori di Osteria da Carmela posseggono un richiamo sacro(santo) ai colori della Madonna del Carmelo, detta Madonna Bruna, con un significato preciso:
Arancio solare aureole dorate e il fondo dell'icona = santità e sacralità
Pompeiano colore rosso della tunica sotto il manto = amore
Tufo scuro tunica color pelle di pecora del bambino e pelle della Madonna = agnello di Dio, fratellanza
Verdemare manto della Madonna = fertilità
Ogni colore è un’ispirazione, una storia, una tendenza e persino, scavando nella storia di Napoli, un’origine di un piatto e accompagnerà sempre le nostre (e le vostre) parole.
E con queste cromatiche premesse, ecco a voi...


Zuppa di cozze tutta la vita: il Giovedì Santo a Napoli tra ‘sacro’ e ‘profano’

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La zuppa di cozze del Giovedì Santo è uno dei piatti forti della tradizione partenopea, tipica del periodo di Pasqua ma preparata tutto l’anno perché facile da realizzare. Una ricetta gustosa e semplice, fatta di pochi ingredienti, facilmente reperibili: cozze, peperoncino piccante, con una base di freselle, olio, pomodoro e aglio.

Alla preparazione di base è possibile aggiungere le lumache di mare (i maruzzielli) e, se si preferisce, il polpo (noi ad esempio è così che la prepariamo, scopri la nostra ricetta!). Come abbiamo visto, la ricetta è suscettibile di piccole variazioni, a seconda delle preferenze e del gusto personale ma il senso è univoco: il giovedì che precede la Santa Pasqua a Napoli si mangia la zuppa di cozze!
La tradizione della zuppa di cozze nel giorno della “lavanda dei piedi” a Napoli è ben radicata; per esempio, la maggior parte delle pescherie partenopee, nell’occasione, si approvvigiona di freselle, elemento immancabile nella presentazione, così da poterle vendere in un “pacchetto unico” insieme a cozze, polpo e maruzzielli.

La sera del Giovedì Santo rappresenta simbolicamente l’ultima cena di Gesù Cristo, consumata prima della Passione e celebrata in chiesa con la Messa in Cena Domini insieme al rito della lavanda dei piedi. Nella stessa sera, alcuni napoletani conservano la tradizione dello struscio per recarsi in Chiesa, ossia passeggiare per le strade della città in compagnia. Consumare la zuppa di cozze prima dell’evento non rappresenta solo un’abitudine culinaria tramandata da generazione in generazione ma acquista un carattere di sacralità ben intelaiato nel tessuto sociale.

L’elemento “profano” in questo caso è da ricercare proprio nell’origine della ricetta. Infatti, la tradizione della zuppa di cozze preparata il Giovedì Santo nasce da un escamotage storico, utilizzato per aggirare i dogmi sacri imposti dalla Chiesa durante il periodo pasquale.

L’escamotage di Re Lazzarone

Si racconta che il Re Lazzarone modificò una sontuosa ricetta a base di cozze per aggirare le ferree regole del digiuno Pasquale. Da allora il popolo iniziò a coltivare tale tradizione, con una piccola variazione sul tema, infatti, le pregiatissime cozze vennero sostituite dalle più accessibili lumache.

La tradizione di consumare la zuppa di cozze a Napoli risale ai fasti del regno di Ferdinando I di Borbone, chiamato affettuosamente dal popolo Re Lazzarone. Il monarca, goloso di frutti di mare, in particolare delle cozze che lui stesso pescava nelle acque di Posillipo, esigeva che le cozze  fossero preparate secondo una ricetta di sua invenzione, molto sontuosa ‘cozzeche dint’â connola’. Il padre domenicano Gregorio Maria Rocco, noto sia tra il popolo che a corte, gli consigliò di non eccedere con peccati di gola, almeno durante la settimana santa. Il Re, per sfuggire ai precetti religiosi che imponevano il digiuno pasquale, ordinò ai cuochi di preparare, prima di recarsi a via Toledo per lo struscio di rito, una zuppa di cozze meno sontuosa con pomodoro e salsa forte di peperoni. Il popolo s’innamorò di questa ricetta, a tal punto da diventare un’usanza condivisa da tutti, così i mitili furono sostituiti con le più economiche (ciammarruche), ossia le lumache.
Oggi, la zuppa di cozze è diventata una vera e propria abitudine culinaria radicata nelle case partenopee e in alcuni ristoranti della città. Osteria da Carmela, come ogni anno, il Giovedì Santo propone sia a pranzo che a cena la gustosa zuppa per onorare questa tradizione lontana.

Avete prenotato il vostro tavolo per il 13 Aprile?? Vi aspettiamo per gustare questa specialità senza paragoni!


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