Carmelacromìa!

I colori di Osteria da Carmela posseggono un richiamo sacro(santo) ai colori della Madonna del Carmelo, detta Madonna Bruna, con un significato preciso:
Arancio solare aureole dorate e il fondo dell'icona = santità e sacralità
Pompeiano colore rosso della tunica sotto il manto = amore
Tufo scuro tunica color pelle di pecora del bambino e pelle della Madonna = agnello di Dio, fratellanza
Verdemare manto della Madonna = fertilità
Ogni colore è un’ispirazione, una storia, una tendenza e persino, scavando nella storia di Napoli, un’origine di un piatto e accompagnerà sempre le nostre (e le vostre) parole.
E con queste cromatiche premesse, ecco a voi...


Gli Struffoli: piccoli segreti per una grande ricetta

struffoli, osteria da carmela

Gli Struffoli: storia e segreti di uno dei dolci natalizi più amati dai napoletani

Ormai mancano pochi giorni all’arrivo del Natale ed è quasi impossibile “sfuggire” all’aria di festa che serpeggia nelle case e nei vicoli di Napoli. Tutto è addobbato a festa e il popolo napoletano, come ogni anno, sfodera il proprio “savoire faire” dedicandosi all’arte del decoro e della cucina, come tradizione comanda.

A Napoli, la tradizione culinaria natalizia, diventa un vero e proprio dogma da seguire fedelmente. Questo principio non acquisisce valenza solo il giorno di Natale, ma è osservato durante tutto il periodo dell’avvento, momento in cui la rinomata tradizione pasticciera partenopea dà prova delle sue migliori “performance”.

Uno dei dolci natalizi particolarmente apprezzato dai clienti di Osteria da Carmela sono gli Struffoli.

Storia e origine del struffoli

Gli struffoli sono sicuramente uno degli evergreen della tradizione natalizia napoletana. Il dolce è composto da numerosissime “palline” di pasta (realizzata con farina, uova, strutto, zucchero, un pizzico di sale e liquore all’anice) di non più di 1 cm di diametro, fritte nell’olio o nello strutto e (dopo averle lasciate raffreddare) avvolte da miele caldo.
Nonostante la presentazione sia super-moderna, a forma di ciambella e ingioiellata con pezzetti di frutta candita e confettini colorati (chiamati diavolilli o “minulicchi”) la ricetta ha origini antiche. Infatti, la parola “struffolo” pare che derivi dall’etimo greco “strongoulos” che vuol dire “arrotondato”. L’ipotesi che attribuisce alla ricetta degli struffoli, una paternità ellenica potrebbe essere avvalorata dalla presenza di una preparazione simile nella cucina contemporanea greca: i loukoumades (ghiottonerie).
Un’altra ipotesi sull’origine degli struffoli fa riferimento ad una firma di stampo ispanico: esiste, infatti, nella cucina andalusa un dolce estremamente simile agli struffoli, il “piñonate”, che differisce dal dolce napoletano solo per la forma delle palline di pasta, che sono più allungate. La parentela tra struffoli e piñonate potrebbe risalire al lunghissimo periodo del vicereame spagnolo a Napoli.


Convalidare l’origine di una ricetta non è una cosa facile, racconti e testimonianze si fondono in un’ipotesi, ma una cosa è certa: Napoli è stata la città che ha perpetuato e diffuso la tradizione e la ricetta degli struffoli, facendo in modo che -questo dolce- venisse associato indissolubilmente al Natale e che dilagasse fino al centro Italia. Proprio per questo, ritroviamo il dolce napoletano sotto mentite spoglie: in Umbria e in Abruzzo, luoghi in cui gli struffoli prendono il nome di cicerchiata, ciò si deve al fatto che le palline di pasta fritta hanno la forma delle cicerchie.

Come eredità del Regno delle Due Sicilie gli struffoli si trovano anche a Palermo, con qualche piccola variante, una delle quali è di ordine fonetico, difatti si verifica la perdita di una “f” (“strufoli”). Gli struffoli presentano molte varianti: regionali, familiari e personali, ma anche se gli ingredienti sono precisamente gli stessi, è possibile assaggiare tanti struffoli diversi quante sono le case in cui sono offerti -e come sempre accade per le ricette tipiche- ciascuna cuoca ritiene che i “propri” struffoli siano quelli autentici della tradizione, tramandati da generazione in generazione.

Come realizzare degli struffoli perfetti

Anche se sembrano facili da realizzare, nascondono insidie!

struffoli, osteria da carmela

Il miele dev’essere abbondante, senza questo accorgimento, la ricetta non può definirsi tale e i Diavolilli e canditi non devono assolutamente essere considerati elementi marginali, ma fondamentali nella realizzazione della ricetta. Nella ricetta degli struffoli trovano posto arancia e cedro candito, ma l’ingrediente supremo, capace di dare sempre un tocco chic alla preparazione è la zucca candita: la famosa “cucuzzata“!

 

 

Ecco come li realizziamo da Osteria da Carmela, osteria verace partenopea dal 1967

 

Struffoli

struffoli, osteria da carmela

Ingredients

This recipe has no ingredients

Instructions

Ingredienti impasto

  1. Zucchero 40 g
  2. Farina 00 400 g
  3. Burro da fondere 60 g
  4. Scorza d\'arancia 1
  5. Uova (medie) 3
  6. Tuorli (di un uovo medio) 1
  7. Sale fino 1 pizzico
  8. Liquore all'anice 15 g

Ingredienti per la copertura

  1. Codette colorate q.b.
  2. Miele millefiori 175 g
  3. Arancia candita 30 g
  4. Cedro candito 30 g
  5. Decorazione alimentare confettini argentati q.b.
  6. Ciliegie candite q.b.
  7. per friggere
  8. Olio di semi di arachide q.b.

Procedimento

  1. Per realizzare gli struffoli fondete il burro e lasciatelo intiepidire. Nel frattempo ponete in una ciotola la farina, lo zucchero, le uova, un pizzico di sale, la scorza grattugiata dell’arancia, il burro fuso e il liquore all’anice. Iniziate ad impastare a mano nella ciotola, poi trasferite l’impasto su una spianatoia e impastate fino a creare un panetto compatto e omogeneo.Copritelo con un canovaccio pulito e fatelo riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di riposo riprendete il panetto, dividetelo in 6-7 parti uguali con un tarocco o un coltello.
  2. Con ciascun pezzo create dei bastoncini spessi circa 1 cm. A questo punto, tagliate i bastoncini a piccoli pezzettini da 1 cm e disponeteli su un telo, facendo attenzione a non sovrapporli.Passate alla cottura: scaldate in una pentola l’olio di semi quando sarà ben caldo immergete gli struffoli con una schiumarola, per una frittura ottimale assicuratevi che l’olio raggiunga la temperatura di circa 180° con un termometro per alimenti, per non abbassare la temperatura dell’olio cuocete pochi struffoli alla volta.
  3. Mescolate con una schiumarola per ottenere una cottura uniforme; saranno sufficienti 2-3 minuti per ottenere dei bocconcini dorati al punto giusto; scolateli e trasferiteli su un vassoio rivestito con carta assorbente per asciugare l’olio in eccesso.Fate raffreddare gli struffoli e sciogliete il miele in una pentola a fuoco basso, quando il miele sarà sciolto versate gli struffoli e mescolate per amalgamare. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire, poi aggiungete gli zuccherini colorati.
  4. Tagliate a piccoli cubetti le arance e il cedro canditi, versateli nella pentola con gli struffoli e mescolate delicatamente con un cucchiaio.Prendete un piatto di portata, al centro posizionate un barattolo di vetro che servirà per creare la forma a corona , distribuite intorno al barattolo gli struffoli, quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo dal centro del piatto. Decorate con le ciliegie candite, i confettini argentati e servite i vostri struffoli.

 

 

 

Roberta Raja (food & wine copywriter), Chiara Rainaldi (SEO optimization, editing) – Guyot Media


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