San Gennaro, il santo con Napoli nel sangue

Conoscete il santo patrono di Torino? E di Palermo? Di Milano? Qualcuno di voi sicuramente sì, qualcun altro, come chi vi scrive, ha dovuto rimediare con una ricerca su Google. Ora provate a fare la stessa domanda a chiunque in Italia su Napoli, probabilmente la stragrande maggioranza delle persone saprà rispondervi. Perché? Perché San Gennaro è l’unico tra i santi patroni capace di incarnare perfettamente l’anima del popolo che protegge.
Iniziamo con un po’ di storia. Le origini del santo sono incerte: molti riferimenti bibliografici dicono che fosse originario di Benevento, di cui è stato certamente vescovo, mentre altri riferiscono che fosse nato a Napoli. L’evento della vita di San Gennaro che lo portò ad essere impresso nella storia di Napoli fu il suo martirio: recatosi a Pozzuoli in visita ai fedeli dell’epoca, fu arrestato dal governatore della Campania Dragonzio, insieme al vescovo di Miseno Sossio poiché all’epoca professarsi cristiani era considerato un reato punibile anche, come accadde, con la morte. Inizialmente il supplizio doveva essere eseguito dando in pasto i vescovi a degli animali feroci nell’anfiteatro di Pozzuoli ma la leggenda vuole che le bestie alla vista di San Gennaro chinarono il capo e diventarono mansuete. Fu così che la scelta ricadde sulla decapitazione. Una volta compiuto il barbaro gesto, Eusebia, una pia donna, come era usanza all’epoca, raccolse il sangue di Gennaro in un’ampolla che secondo la tradizione è stata tramandata fino ai giorni nostri.
C’è un momento preciso nella storia in cui San Gennaro diventa il vero e proprio patrono di Napoli: è il 16 dicembre del 1631 e il Vesuvio, dopo mesi di piccoli terremoti e rigonfiamenti del suolo e 300 anni di inattività, erutta. Il popolo è disperato e si organizzano subito delle processioni per fermare la collera del vulcano che lentamente sta per abbattersi sulla città. Il giorno dopo, il 17 dicembre, è il momento della processione in favore di San Gennaro e, non appena le reliquie vengono volte verso il Vesuvio, quest’ultimo incomincia a rallentare la sua forza eruttiva. Da quel momento San Gennaro, che già prima era venerato insieme ad altri santi patroni, diventa il santo patrono di Napoli.
E’ per questo motivo che il 19 settembre a Napoli è un giorno di grande festa: innanzitutto tutti sono in trepidante attesa del miracolo del sangue, poiché se questo non avviene è probabile che siano prossimi eventi sciagurati per la città, ma aldilà di questo ogni buon napoletano se potesse passerebbe la giornata a fare quello che tutti facevamo da bambini ovvero gironzolare su e giù per via Duomo tra carretti dei dolciumi, venditori ambulanti di ogni genere di cose e un fiume di persone che rende viva più che mai la città. Ogni anno i napoletani ringraziano a modo loro quel giorno di dicembre di qualche secolo prima nell’unico modo che conoscono, una gioiosa ammuina per chi seppe salvargli la vita.
Lo sapevi? Il nome Gennaro risale al latino Ianuarius che significava «consacrato al dio Giano» ed era in genere attribuito ai bambini nati a gennaio (Ianuarius), mese sacro al dio.
Osteria da Carmela sarà accanto a tutti i napoletani e i curiosi che si avvicenderanno per le strade del centro storico di Napoli per festeggiare il santo patrono. D’altronde la nostra osteria tipica napoletana da sempre sa cosa significa onorare le tradizioni profane e soprattutto quelle sacre, e quale modo migliore di festeggiare San Gennaro se non con un bel pranzo a base di piatti tipici della tradizione culinaria partenopea? Per info e prenotazioni chiamaci allo 081 549 9738 e prenota ora il tuo tavolo.
Siamo aperti a San Gennaro con il nostro menu a la carte: vi aspettiamo!




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