Ciurilli indorati e fritti, ecco la ricetta dei fiori di zucca alla Carmela

Quando vediamo i grandi chef che utilizzano i fiori eduli per arricchire una nuova ricetta o semplicemente per guarnire con grande classe un nuovo piatto pensiamo a quanto sia antico, in realtà, questo gesto.
I fiori sul sushi, sulla carne, nei primi e sui dolci… Insomma, quanti impieghi esistono al giorno d’oggi dei fiori in nome della novità, nel tentativo di distinguersi e dire la propria sull’evoluzione della cucina italiana? Noi sappiamo soltanto che a Napoli i fiori di zucca, anche detti ciurilli, sono un piatto antico, povero e assai gustoso, da sempre annoverato tra le portate più golose della cucina tradizionale napoletana.
Ebbene come altri fiori tipo quelli delle cime di rapa (friarielli), broccoli, cavolfiori, carciofi, zafferano anche i fiori di zucca hanno una storia invidiabile a tante altre portate nel pantheon della cucina italiana.
Innanzitutto ci teniamo a precisare che i fiori di fiori di zucca si possono raccogliere sia da zucchine che da zucca e su questo vi serviamo già una prima curiosità
Lo sapevate ad esempio che i fiori di zucchina, quelli che hanno un colore maggiormente tendente all’arancione, si differenziano da quelli di zucca in quanto questi ultimi sono molto più profumati e gialli?
Come dice la canzone, per fare il frutto ci vuole il fiore e certamente un fiore di zucca reciso è una zucca o una zucchina mancata, ma un ortaggio è certamente sacrificabile se stiamo parlando della realizzazione di una ricetta gustosa come questa. Per altro in agricoltura è assolutamente necessario recidere questi fiori, perché tale gesto stimola la pianta a produrne di più e per più tempo zucche e zucchine.
Un paio di consigli, quando acquistate i fiori di zucca: vi consigliamo di prenderli sempre turgidi e di maneggiarli il meno possibile con assoluta cura, sono molto delicati. Inoltre nel momento della preparazione, si toglie sempre il pistillo, che nel caso di mancata rimozione darebbe alla frittura un sapore assai amarognolo.
I fiori di zucca fritti sono uno street food tutto napoletano e noi lo serviamo come antipasto e sono tra le portate più ghiotte ed apprezzate dai nostri clienti. A Napoli si è sempre lavorato molto, mangiare fujenn’ un fiore di zucca non è affatto una cattiva idea per non spezzare la giornata con una pausa pranzo. Sempre a Napoli si “imbottisce” – ovvero si riempie – il fiore di zucca con ricotta di pecora, sale e pepe e per i più buongustai si aggiunge nel ripieno anche la provola, i cicoli o il salame. Una volta imbottite, queste delizie vengono passate in pastella e poi fritte a fiamma alta e in abbondante olio bollente.
In tutta Italia la frittura dei fiori di zucca si declina nei modi più disparati
A Roma ad esempio questo piatto si dice che derivi dalla cucina del ghetto ebraico romano: il fiore viene riempito con un’acciuga intera sott’olio e Provatura, un formaggio a pasta filata simile alla mozzarella, ma più consistente. Poi il tutto viene pastellato e immerso per un paio di minuti in olio di semi bollente.
In Calabria i fiori sono passati in una pastella di sola acqua e farina, fritti in olio di oliva, e accompagnano i salumi e la salsiccia locale. Mentre in Toscana la pastella viene realizzata con uova, farina ed un goccio di acqua o birra e in Liguria, la pastella è preparata con farina, olio di oliva, tuorlo d’uovo e latte: il risultato è un impasto morbido di gusto molto delicato. Tracce di fior di zucca si trovano anche nella cucina di Lombardia, Piemonte, Veneto.
Vi abbiamo fatto venire fame! Bene allora preparate questa ricetta come la realizzava Donna Carmela, e Buon Appetito!




Commenti