L’importanza dell’impiattamento secondo Osteria da Carmela

Diciamoci la verità. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale della figura dei food blogger, che ci dicono cosa, come e dove mangiare magari il nostro piatto preferito. Ormai, nel nostro mondo non possiamo più fare a meno di queste figure professionali, molte delle quali assumono dei ruoli centrali perché capaci di catturare l’essenza di un piatto con una semplice foto o un video o una stories su Instagram. Ebbene, possiamo dire che per quanto si siano affinati gli strumenti comunicativi grazie all’era dei social, è in dubbio che già molto prima di internet chef e cuochi si sono dilettati a realizzare piatti che rimanessero indimenticabili, scolpiti cioè nella memoria dei conviviali.
Sin da quando siamo piccoli sentiamo come estremamente veritiero il detto “anche l’occhio vuole la sua parte”, che poi in ristorante si traduce nella regola d’oro secondo la quale un cibo ben cucinato, ma mal impiattato è un piatto che perde appeal agli occhi, ma soprattutto al palato del cliente. Non è un caso che quando si degusta il cibo o il vino, uno dei sensi coinvolti oltre a palato, tatto e olfatto è sicuramente la vista. D’altronde, l’arte dell’osservazione fa parte della nobile arte del degustare.
Osteria da Carmela ha delle umili origini, nasce come un’osteria popolare per gli abitanti, lavoratori e studenti che gravitavano nel centro storico tra il Teatro Bellini, l’Accademia delle Arti di Napoli e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Fedeli alla linea tracciata tanti anni fa da Donna Carmela, cinquant’anni dopo realizziamo ancora piatti della tradizione culinaria partenopea. I nostri manicaretti sono sapientemente realizzati dalle mani esperte del Cuoco Riccardo Scherillo, che imprime su ogni singola portata la sua mano di napoletano verace. I nostri piatti tendono alla ricerca dell’equilibrio tra quantità e qualità degli ingredienti, si presentano all’occhio abbondanti (come la tradizione vuole, ma senza eccedere) e senza troppi fronzoli; arrivano in tal modo dove vogliono arrivare, ovvero: a far venire l’acquolina alla bocca di chi si siede ai nostri tavoli. Ogni piatto quindi viene realizzato nel segno della tradizione culinaria napoletana, servito nella sua forma di originaria bellezza. Per noi la nobile arte dell’impiattamento coincide con la capacità del piatto di evocare il concetto dell’autenticità culinaria, un’imprinting che è capace di traghettare il commensale indietro nel tempo, in un ambiente a lui famigliare in cui mangiare con gioia e tranquillità.





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